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RICICLAGGIO ITALIA: LO STIVALE PUZZA – VALTER LAVITOLA

Finora è stato detto tutto e di più sul mio ruolo nella vicenda di Montecarlo, che vede coinvolti Gianfranco Fini e il cognato Giancarlo Tulliani.Come più volte ho spiegato, l’obiettivo principale della mia inchiesta giornalistica era un altro. Qualcosa di molto più grosso. E solo per caso mi sono imbattuto in una storia che, comunque, ha monopolizzato la scena politica per mesi. Il vero obiettivo è quello che abbiamo definito “l’inchiesta madre” e che da oggi sarà  pubblicata a puntate sul nostro giornale. Anche perchè, dopo il clamore di questi giorni, è inutile, da parte nostra, continuare a lavorare in silenzio: chi non doveva sapere ormai ha intuito e l’unica chance che abbiamo di non “bruciare” definitivamente questa indagine è quella di avviare la partita. Senza fare alcun sensazionalismo o creare climi da “007 di serie C”.Il nostro intento è quello di dimostrare, in base alle informazioni raccolte in mesi di duro lavoro, che in Italia vi è una grossissima centrale di riciclaggio di capitali criminali provenienti dai traffici delle mafie nell’Europa dell’Est e in Russia. Il compito non è assolutamente facile, soprattutto adesso, dopo questa improvvisa notorietà : purtroppo, sembra che i varchi che eravamo riusciti ad aprire si siano improvvisamente chiusi a tripla mandata. Ma procediamo con ordine.Secondo le informazioni raccolte, c’è una società , che ha sede in Costarica, con filiali a Napoli, Amsterdam, San Paolo del Brasile e Miami, che si occupa di acquisizioni di immobili e società  nell’Est dell’Europa e in Centro e Sud America. La mission di questa finanziaria è acquistare a prezzi di liquidazione aziende in difficoltà , soprattutto da costruttori che non riescono a terminare i lavori (nell’Est Europa e in Sudamerica si vedono tantissime costruzioni incomplete), vuoi perchè non hanno più risorse, vuoi perchè le banche hanno staccato loro la spina.Per prima cosa, questa società  manda una testa di legno a tagliare i costi e cercare di rimettere in sesto la situazione economica. E fin qui nulla di irregolare. Se non fosse che un giorno di ottobre dello scorso anno viene disposto, da un conto di Amsterdam a uno delle Antille olandesi, un trasferimento unico di 51.500.000 di dollari. E lଠquesti soldi spariscono. Pochi giorni dopo, però, questa società  del Costarica acquista, in una grande città  del nord del Brasile, una enorme area agricola per circa 40 milioni di dollari. Il pagamento avviene per contanti, come riporta l’atto del notaio. Tre giorni dopo l’acquisto, il Comune la dichiara area edificabile. Fin qui una storia di “ordinaria” corruzione. Un consigliere comunale (che nel Paese del grande Lula si chiama vereador), però, denuncia ai mass media locali che per quel terreno è stata pagata una tangente di circa 10 milioni di dollari. Facendo due conti, la cifra totale si avvicina di molto ai 51.500.000 trasferiti dall’Olanda alle Antille.

Ma questo è solo l’inizio. Domani analizzeremo cinque bonifici e un trasferimento di contanti per un totale di 112 milioni di dollari.

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Posted by andrea - 23 dicembre 2010 at 09:51

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